Le parole hanno un peso (anche sui social)

Mi piace discutere perché nel confronto cresco.

Quando comunico cerco di conoscere gli interessi e le ragioni del mio interlocutore. Chiedo il motivo delle sue affermazioni prima di esprimere giudizi o sparare sentenze.

Cerco di creare un dialogo scegliendo parole inclusive e giuste per esplicitare ciò che penso, senza offendere.

So che le parole hanno conseguenze e, nella scelta di quali usare, me ne prendo la responsabilità. Perciò cerco in tutti i modi di rispondere ad attacchi ostili con la gentilezza perché rispetto anche chi la pensa in modo diverso dal mio.

È proprio questo rispetto (a prescindere dalle gerarchie) che si esprime nelle parole che compongono il dialogo tra Matteo (che non conosco personalmente, ma ne sarei molto lieta) e me.

Io ho postato un video (https://www.youtube.com/watch?v=a2gdztJU1zY&feature=share&fbclid=IwAR2ALgUMQfSJK2drELofGEcYyo8JQSVcLdkGtyefUeHLHaEhMHgECgnQL7Q) su Facebook (https://www.facebook.com/lara.bernini.56)

e lui mi ha risposto coraggiosamente con chiarezza e incisività, rispetto e cura.

Questo è un esempio di ciò che intendo promuovere: una comunicazione consapevole e compassionevole, diretta e saggia, rispettosa e gentile.

Vi riporto il dialogo esattamente come è intercorso qualche giorno fa:

Video: Lettera dal virus #ASCOLTA

Virus: “Fermatevi. Semplicemente alt, stop, non muovetevi. Non è più una richiesta, è un obbligo! Sono qui per aiutarvi! Questa montagna russa supersonica ha esaurito le rotaie, basta: aerei, treni, scuole, centri commerciali, incontri. Abbiamo rotto il frenetico vortice di illusioni e obblighi che vi hanno impedito di alzare gli occhi al cielo, guardare le stelle, ascoltare il mare (…).

Non potete mettervi a fare Dio, il nostro obbligo è reciproco, com’è sempre stato. Anche se ve lo siete dimenticati.

Interromperemo questa trasmissione. L’infinita trasmissione cacofonica di divisioni e distrazioni per portarvi questa notizia: non stiamo bene. Nessuno di noi, tutti noi stiamo soffrendo: l’anno scorso le tempeste di fuoco che hanno bruciato i polmoni della terra non vi hanno fermato, né i ghiacciai che si disintegrano, né le vostre città che si disintegrano (…).

Non mi avete ascoltato, è difficile ascoltare essendo così impegnati, lottando per arrampicarsi sempre più in alto sull’impalcatura delle comodità che vi siete costruiti. Le fondamenta stanno cedendo, si stanno inarcando sotto il peso dei vostri desideri fittizi.

Io vi aiuterò, porterò le tempeste di fuoco nel vostro corpo (…).

Mi ascoltate adesso? Non stiamo bene, non sono un nemico, sono un mero Messaggero, sono un alleato, sono la forza che riporterà l’equilibrio.

Ora mi dovete ascoltare, sto urlando di fermarvi, fermatevi! Tacete, ascoltate! Ora alzateli gli occhi al cielo, non ci sono più aerei.

Quanto vi serve che stia bene per godere dell’ossigeno che respirate? Guardate l’oceano, come sta? Guardate i fiumi, come stanno? Guardate la terra, come sta? Guardate voi stessi, come state?

Non puoi essere sano in un ecosistema malato.

Fermati! Molti hanno paura adesso, non demonizzate la vostra paura! Non lasciatevi dominare. Lasciate che vi parli, ascoltate la sua saggezza. Imparate a sorridere con gli occhi vi aiuterò, se mi ascoltate!”

Matteo: “Si ma son tutti pensieri, parole… Lettere morte. Esattamente come tutti i trattati e accordi internazionali mai applicati e mai rispettati. Non sappiamo nemmeno rispettare le norme dettate dal decreto che impone di stare a casa volto ed evitare l’irreparabile e ancora prima non abbiamo saputo seguire le richieste accorate di medici di corsia che da giorni prima del decreto ci imploravano di starsene a casa e di muoversi solo per reale necessità perché nessuno sapeva rinunciare allo spritz, alla discoteca, alle cene, a sciare e ad altro; tutti se ne sono infischiati.

Questo si chiama in un solo modo: egoismo!

Se non sappiamo cooperare in una emergenza mondiale per tutelare la salute dei più deboli come possiamo riuscire a farlo per rispettare di più l’ambiente?

Eppure basta il cambiamento di poche abitudini quotidiane di ogni singolo per ribaltare la situazione.

Invece oggi va peggio di ieri, da circa due o tre anni vedo, ad esempio, commercializzata frutta sbucciata confezionata in plastica! Molti danno la colpa alle aziende, io do la colpa a chi la compra, un’azienda non produrrebbe qualcosa che non ha mercato. Fa fatica anche sbucciarsi un frutto?!

Personalmente questo virus mi ha insegnato molto: quanto è diffuso l’egoismo e l’assenza di amore. Sono esterrefatto.

Basta un qualcosa di talmente piccolo che non si vede nemmeno con microscopio ottico a mettere in ginocchio l’intera umanità… Forse qualcuno aprirà gli occhi spero.

Io: “Concordo con lei si tutti gli aspetti esposti ma ho una visione più ottimista. Pian piano la coscienza di ogni individuo si sta evolvendo. È un percorso lungo ma inesorabile di sviluppo della coscienza collettiva”.

Matteo: “dott.ssa Bernini, non mi fraintenda sono ottimistico anche io, sono un ottimista per natura, è nella natura dell’essere umano apprendere dai propri errori ed evolversi, altrimenti non saremmo arrivati fino a qui in millenni di storia. Però sento spesso parole altisonanti sull’ambiente, sono solo un po’ stanco di sentire queste parole, abbiamo l’occasione di tirare fuori il meglio di noi in una situazione come quella attuale e la stiamo sprecando; credo che sia stato perso un po’ il valore di umanità ed è impellente recuperarlo velocemente. Anche la crisi attuale non potrà essere superata se ognuno pensa solo a sé stesso (come le persone che in preda al panico svuotano i supermercati o quelle che incoscienti se ne fregano e circolano come se non ci fosse un domani) ma solo se collaboriamo insieme mettendo il bene altrui avanti al nostro. E lo stesso principio vale per la tutela dell’ambiente: è ora di smettere di fare chiacchiere e agire, sia gli individui che le nazioni. Assumiamoci la responsabilità di questo non con le parole ma con le azioni quotidiane di oggi. Piccole cose: differenziare la spazzatura, non sprecare le cose, non cambiare smartphone solo perché ci è venuto a noia, portarsi un sacchetto in spiaggia per portare via i rifiuti ecc.

Mi torna in mente l’immagine del girone dei golosi di Dante che a volte è raffigurata con persone che hanno forchette così lunghe da non riuscire ad imboccare sè stesse ma riuscirebbero tutti a sfamarsi se ognuno imboccasse gli altri. Quanto è attuale oggi.

Penso sia anche un bene essere stati colpiti da un virus come questo, abbiamo tanto da imparare e sono convinto che abbiamo un gran potenziale, non credo altrimenti che i delfini ci salverebbero dal mare come spesso succede se fossimo davvero una piaga per la Terra come alcuni vogliono farci credere.

È stato un piacere leggere un suo pensiero

Ps mi dia pure del tu, è stato un onore imparare tante cose da lei, professionalizzandosi, nel corso del suo precedente lavoro”.

 

Ringraziando Matteo, mi piace pensare che ognuno di noi possa trovare parole gentili e uno stile comunicativo assertivo per proporre le proprie idee, specialmente in un periodo delicato come quello che stiamo tutti vivendo.

10 pensieri su “Le parole hanno un peso (anche sui social)

  1. Wanda dice:

    Ciao Lara
    Bello il contenuto del dialogo tra te e Matteo e nulla da obiettare su come comunicare. Ritengo che avere una comunicazione assertiva va di pari passo con la. Nostra evoluzione/ crescita interiore. Grazie

    • Lara Bernini dice:

      Vero, Wanda. Il rispetto verso te stessa prima e poi verso gli altri è il presupposto di partenza e poi…si apre il mondo immenso della crescita interiore! Ti ringrazio di far parte di questo mio mondo.

  2. Emanuela dice:

    Grazie Lara! Stamperò questo tuo post e lo valuterò e cercherò di mettere in pratica… ho tanto da imparare ancora ma credo che un cambiamento nel pormi alle persone e comunicare con loro in questo anno e mezzo è cambiato è migliorato … grazie ancora Emanuela

    • Lara Bernini dice:

      Grande Emanuela! Ti stimo molto e, con grandissima gioia, riconosco quanta consapevolezza e presenza mentale c’è in ogni tua libera scelta di pensiero e azione. Avanti così, faremo un proficuo e emozionante percorso insieme.

  3. Silvia Pochetti dice:

    Indubbiamente la comunicazione empatica, assertiva è prerogativa di individui centrati e consapevoli o che si impegnano per diventarlo, ma come sempre sono percorsi a doppia direzione: conoscere i meccanismi che sottendono alla comunicazione interna ed esterna ci aiuta anche nella nostra crescita personale, e a mano a mano che si procede si modifica anche il modo di usare le parole, che hanno un forte potere energetico.
    Sperimentare tutto questo è per me entusiasmante, perché mi fa percepire quanto possiamo migliorare le nostre vite, le nostre relazioni migliorando noi stessi.

    • Lara Bernini dice:

      Concordo Silvia. Il punto di partenza è la responsabilità. Se una situazione può essere migliorata, il farsene totalmente carico, ti libera un’energia immensa, ti dà potere, ti investe di una forza vulcanica. Viceversa, se penso a chi dar la colpa svilisco la mia unicità di essere umano. E non cresco.

  4. Claudia Rossi dice:

    Grandissima Lara …
    Hai perfettamente ragione, le parole sono importantissime ,esattamente come il tono con cui si esprimono. E il tono si può percepire anche da uno scritto.
    Un mio caro amico che è venuto a mancare diceva sempre :” è il tono che fa la musica!”
    Ma la risposta “aggressiva” dipende , secondo me” da come parliamo con noi stessi.
    Quindi, se usiamo parole buone con noi, riusciremo a vedere il buono anche nelle parole altrui.
    Bellissimo post!!!

    • Lara Bernini dice:

      Grazie Claudia, a te e al tuo amico che ha lasciato un segno importante in te prima e, da oggi, in tutti noi.
      La gentilezza verso noi stessi, innanzitutto. Più si riconoscono e accettano le proprie emozioni, più si è in grado di comunicarle correttamente, più si riesce a star bene con se stessi e con gli altri. A presto!

  5. Isabella Migliaccio dice:

    Salve sono Isabella, per professione mi occupo di nutrizione, ho visto il video postato ed ho letto i commenti che condivido… e desidero lasciare un mio pensiero che partirà dal mio punto di vista professionale!
    Noi andiamo talmente di corsa da non fare caso neanche a ciò che chiamiamo “CIBO” (ammesso che ancora possa essere considerato così… ma qui aprirei un “vaso di Pandora” ) NON TROVIAMO NEANCHE IL TEMPO DI MASTICARLO!!! … Ma il “CIBO” è anche l’ossigeno che respiriamo per vivere… e molti di noi non sanno neanche usare il diaframma (il che conduce ad una serie di alterazioni del corpo) … il “CIBO” sono anche i PENSIERI che per essere “pensati” hanno bisogno che ci siano al livello cerebrale molecole…. migliaia di molecole, che traducono quello che succede fuori dal nostro corpo, in sensazioni che il corpo possa percepire come risposte neurologiche e fisiche.
    È quando il CIBO-PENSIERO è contaminato da immagini, suoni e PAROLE negativi, che ci allarmiamo inconsciamente, e queste avranno un IMPATTO EMOTIVO perché sono VIBRAZIONI SONORE che il nostro cervello elabora.
    Quindi le parole TUTTE, hanno un impatto emotivo, positivo o negativo che farà scattare in click diverso in ogni individuo, secondo la sua storia personale di vita.
    Scegliendo le parole positive (ed il tono) si può anche affrontare un argomento spinoso, senza “colpire” chi lo impatterà.
    Siamo giunti in un’epoca dove tutto quello che abbiamo acquisito può essere il più grande valore aggiunto o vantaggio, ma se utilizzato male può essere deleterio e devastatore.
    Impariamo da quest’esperienza che ci obbliga a riassettare il modo di vita che abbiamo avuto fino a pochi giorni fa, che comunicarci qualunque emozione o concetto in maniera ASSERTIVA potrà solo creare un EFFETTO DI RISUONO POSITIVO IN CHI LO ASCOLTERÀ ED IN CHI LO DIVULGHERÀ.
    Credo che per “l’UNIVERSO” ognuno di noi sia una persona speciale!
    Vi sorrido
    Isabella

    • Lara Bernini dice:

      Grazie Isabella per il tuo pensiero. Concordo pienamente su ogni aspetto della questione da te trattato. In questo momento le nostre emozioni sono una finestra sul mondo, se sappiamo comunicarle correttamente possono essere dei ponti salvifici per molti. Non fermiamoci mai!

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