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“Ma chi ti credi di essere?” – Come imparare a riconoscere il vero senso della vita

Spesso una battuta cattivella ha limitato la nostra possibilità di realizzare il progetto di vita che ci saremmo meritati di vivere. Quanto è importante riconoscersi il diritto di essere sé stessi? Scopriamolo insieme!

Nel corso della nostra esistenza ci siamo abituati a rinunciare a tanto, spesso non ci siamo ascoltati e non abbiamo espresso il nostro punto di vista. Per non parlare delle occasioni in cui ci siamo sentiti limitati, soprattutto durante l’infanzia e la prima adolescenza.

In quegli anni, infatti, abbiamo spesso avvertito quella condizione limitante: avremmo voluto esprimere un desiderio sopra le righe, un’idea fuori dal comune e ci siamo sentiti dire “ma chi ti credi di essere” oppure “ma dove vuoi andare, cosa pensi di realizzare?”. Ogni volta ci siamo sentiti dire di rimanere con i piedi per terra, per non rimanere delusi, per non soffrire e ci siamo concentrati sul fare, sulle questioni operative, sull’essere concreti e pragmatici.

Tutte queste credenze e pensieri ci hanno limitato nel pensare a noi stessi come ad esseri umani degni di proiettarsi verso le possibilità non incastrati nei limiti e negli errori. Vederci come legittimati nella possibilità di cambiare il nostro destino è fondamentale per perseguire i sogni e gli obiettivi rendendoli concreti tramite un progetto di azione ben definito che spesso è provocatorio e ci impone di uscire dalla zona di comfort e sperimentare l’altro, il diverso.

Questo pensiero si allinea perfettamente alla mia visione di essere umano, basata sul principio di vedere ognuno di noi come fonte di possibilità, di essere qualcuno che può cambiare il proprio destino e anche il mondo. La mission del mio essere coach, infatti, è proprio basata sull’idea di condurre le persone mano nella mano fino ad ottenere gli obiettivi che ritengono di meritare dalla vita. 

La visione dell’essere umano che vi propongo è fondata sul concepire le persone come aventi il diritto di ambire al riconoscimento di chi si è e soddisfare il bisogno di dare un senso alla propria vita. Per raccontarvi di questo percorso  vorrei ricordare il concetto ikigai, l’equivalente giapponese di espressioni italiane quali “ragione di vita”, “ragion d’essere”. 

Tutti noi come essere umani, infatti, abbiamo bisogno di essere amati, accolti nella nostra unicità e di essere riconosciuti proprio come esseri umani e individui diversi dagli altri per peculiarità. Nella ricerca di questi bisogni, il desiderio intimo più grande però è quello di dare un senso alla nostra esistenza, avvertito spesso durante l’adolescenza tramite le classiche domande “chi sono?”, “perché sono al mondo, cosa voglio realizzare?”. 

Spesso queste domande, a volte scomode e difficili da affrontare, sono state messe in un cassetto della nostra mente e lì dimenticate. Da un lato, infatti, i riconoscimenti degli altri, di chi ci diceva “ma chi ti credi di essere” ha superato la nostra idea di chi vogliamo essere e, dall’altro, noi stessi ci siamo sabotati nella ricerca di senso della vita, troppo spesso orientati sul fare, sull’operare, sulla ripetitività del nostro quotidiano.

Ognuno di noi quindi avverte la necessità di entrare in contatto con l’essenza vera della vita e di capire il motivo per cui si è al mondo. Tutti ricercano la propria ragione d’essere ma a volte risulta difficoltoso e impegnativo farlo da soli e in completa autonomia. 

Ma come riuscire a superare questi pensieri e a legittimare la nostra ragion d’essere?

Iniziare ad amare l’altro è l’azione più semplice, immediata e sotto il nostro controllo per poter iniziare questo processo: accogliere l’altro significa fermarsi, osservare e accettarlo come diverso, sconosciuto e questo è valido sia che si tratti di una persona o di una situazione. Per farlo al meglio, inoltre, è necessario non anteporre mai il giudizio o dei paletti ma aprirsi alla diversità e alla novità per poi riuscire a capire i nostri bisogni e come colmarli. 

Riconoscendo il diverso e l’ignoto, infatti, diamo a noi stessi la possibilità di entrare veramente in contatto con l’altro e capire che tutti noi siamo diversi: non solo a livello estetico, del colore della pelle, degli occhi ma anche di mentalità, cultura e spessore spirituale. E solo dando dignità all’altro, è possibile capire anche il nostro vero valore. Ed è proprio tramite la persona o la situazione scomoda che possiamo realizzare noi stessi.

Accogliendo il diverso e amandolo quindi riusciamo a soddisfare anche il nostro bisogno di accoglienza e di amore e possiamo raggiungere la vetta dando un senso alla nostra esistenza.

Ma perché capire il senso profondo del nostro esistere?

Dovete sapere che il fine ultimo di questo percorso in noi stessi è evitare il rimpianto più comune  in punto di morte: quello di aver vissuto la vita degli altri, di essere rimasti ancorati all’idea “ma chi ti credi di essere” e di non essere riusciti a realizzarsi e a capire il senso profondo della propria esistenza.

Evitare questo grande rimpianto è possibile: ho pensato per voi un percorso finalizzato a riconoscere il vero senso da dare alla nostra vita e dedicato a chi vuole riscoprire chi è e come essere sé stesso.

Intitolato “Ma chi ti credi essere”, il percorso è fruibile da tutti e si compone di 4 webinar online previsti per il 16, il 23 e il 30 aprile e per il 14 maggio dalle 20:00 alle 21:30. 

Perché “Ma chi ti credi di essere”?

L’obiettivo del mio percorso di coaching è quello di accogliere, ascoltare e legittimare il bisogno di ognuno di noi di sentirsi veramente sé stessi offrendo, se possibile, gli strumenti e le strategie d’azione per raggiungere i nostri obiettivi. Per farlo partiremo dalla comprensione degli ikigai e dalla legittimazione della nostra ragion d’essere: elementi essenziali per raggiungere i nostri sogni e desideri più grandi.

Grazie a questo viaggio insieme, potremo prendere in mano la vita, indirizzando i nostri pensieri verso la gioia e operando scelte più consapevoli nella nostra vita quotidiana.

Vuoi imparare a soddisfare il senso più profondo della tua vita, la tua idea di te e non quella di amici, partner e colleghi? Ritieni di meritare qualcosa in più dalla vita e cerchi riconoscimento e legittimazione dei tuoi sogni e della tua voglia di realizzarli in progetti concreti

“Ma chi ti credi di essere?” è quello che fa per te

Ti aspetto il 16 aprile con il primo incontro intitolato “trasforma il problema in opportunità di crescita”, per iscriverti scrivimi a lara@larabernini.it.

8 pensieri su ““Ma chi ti credi di essere?” – Come imparare a riconoscere il vero senso della vita

    • Lara Bernini dice:

      Grazie, Alessia. Quando vogliamo prenderci la responsabilità della nostra felicità, dobbiamo guardarci dentro, metterci in ascolto, volerci bene e scegliere a quali talenti dare vita. A presto!

  1. Rosy dice:

    Ciao Lara, come sempre le tua visione aiuta sempre di più a prendere la consapevolezza del nostro valore e della nostra unicità. grazie alla tua grenerosità nel condividere, capiamo che ognuno di noi può essere ambasciatore di un messaggio , e proprio la differenza che ci arricchisce, e sopratutto non ci crea la dipendenza dal giudizio altrui , certamente levarsi alcune credenze limintanti è decidere di volersi bene,e capire che non puoi rendere felice nessuno se non sei tu il primo a esserlo ….quindi alla domanda Chi ti credi di Essere?, rispondere : Me stessa

    • Lara Bernini dice:

      Evviva, Rosy! Il tuo messaggio mi ha aperto il cuore. Poter dire “credo di essere me stessa” significa avere completa consapevolezza del proprio valore come essere umano. Sono molto contenta di saperti realizzata e ti auguro di sperimentare l’infinito ogni giorno.

  2. Edoardo dice:

    I corsi di Lara sono efficaci e molto formativi, ho frequentato il primo corso di Life coaching e mi ha aiutato a rimanere concentrato sul qui e adesso, maggiore consapevolezza.

    • Lara Bernini dice:

      Grazie Edoardo, sono felice che oggi possa sfruttare ancora appieno i benefici del Percorso “Centra il tuo obiettivo” di Life coaching seguito ormai 3 anni fa! Buona vita!

  3. tiziana dice:

    Articolo molto interessante.Sono concetti molto importanti ed il percorso al cambiamento è sopprattutto emotivo , come dice un grande leader “ piccole decisioni che durano nel tempo “ , sicuramente sarà un percorso bellissimo ! Ciao Lara

  4. Lara Bernini dice:

    Saper vivere il presente con tutte le restrizioni del momento come un’opportunità e non come una catastrofe, accogliere i cambiamenti che dobbiamo attuare come una bella sfide e non come un dramma è ciò che voglio infondere in tutti coloro i quali mi seguono con tanto affetto e stima. Grazie anche a te, Tiziana, per esserci!

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